IMI-Analyse 2003/036it - in: WRI, 11.11.2003

Una costituzione militare per l’Unione Europea?

O: anche l'Unione Europea è sulla strada verso la guerra

von: Tobias Pflueger / Translation: WRI | Veröffentlicht am: 13. November 2003

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Londra, 11 novembre 2003

Questo testo è stato scritto da Tobias Pflüger dell’associazione tedesca Informationsstelle Militarisierung. Analizza la bozza della costituzione europea e propone una campagna a livello continentale contro la Costituzione Europea. E‘ un testo importante, in quanto mette in risalto lo spaventoso sviluppo di un’Europa militare, che imiterà in gran parte gli Stati Uniti d’America. La versione tedesca è disponibile sui siti della WRI e della Informationsstelle Militarisierung. Presto saranno disponibili le versioni nelle altre lingue. (War Resisters‘ International)

Introduzione

Dopo lungo tempo la cosiddetta Convenzione Europea ha steso una bozza della Costituzione europea, formata da 260 pagine e divisa in quattro capitoli. In aggiunta alla bozza della costituzione vi sono numerose appendici di ulteriori accordi, i quali faranno sempre parte della costituzione. La Costituzione europea può essere letta o scaricata all’indirizzo http://european-convention.eu.int.

Sul significato della politica militare all’interno della bozza della costituzione europea

La cosiddetta ‚Politica estera e di sicurezza comune‘ (PESC) e la ‚Politica europea di sicurezza e difesa‘ occupano molto spazio e costituiscono il nucleo della bozza. Le norme riguardanti la politica militare sono molto concrete e scendono molto nel dettaglio. La Commissione Europea stessa commenta: ‚Infine la sostituzione di tutte le disposizioni degli attuali trattati, in particolare la rifusione delle disposizioni concernenti l’azione esterna e lo spazio di libertà, sicurezza e giustizia e la riproduzione integrale delle disposizioni relative alle politiche, hanno reso il progetto di Costituzione inevitabilmente lungo e relativamente dettagliato‘. (Parere della Commissione, a norma dell’Articolo 48 del Trattato sull’Unione europea, in merito alla convocazione di una conferenza dei rappresentanti dei governi degli Stati membri per la revisione dei trattati, 17/09/03). La Commissione Europea descrive così il significato della politica estera e di sicurezza: ‚La Convenzione ha esaminato approfonditamente le disposizioni concernenti l’azione esterna dell’Unione e lo spazio di libertà, sicurezza e giustizia, elaborando progetti di articoli che costituiscono una vera e propria rifusione delle disposizioni relative a queste materie. Per le altre politiche, invece, la Convenzione si è limitata a riprodurre, con qualche puntuale aggiustamento, le disposizioni dell’attuale trattatoCE‘. Nello stesso documento, il contenuto della bozza della costituzione europea viene così descritto: ‚Rivede le disposizioni in materia di politica estera e di sicurezza comune, sviluppa la politica di sicurezza e di difesa comune e consente agli Stati membri che lo desiderino di migliorare le proprie capacità d’azione in un contesto comune‘.

L’integrazione europea attraverso una politica militare comune?!

La bozza della costituzione afferma chiaramente: ‚L’Unione ha competenza per la definizione e l’attuazione di una politica estera e di sicurezza comune, compresa la definizione progressiva di una politica di difesa comune‘ (Articolo I-11, paragrafo 4; è simile nell’articolo I-15, paragrafo 1). L’articolo I-40, paragrafo 2, chiarisce quali sono le azioni da intraprendere: ‚La politica di sicurezza e di difesa comune comprende la graduale definizione di una politica di difesa comune dell’Unione. Questa condurrà a una difesa comune quando il Consiglio europeo, deliberando all’unanimità, avrà così deciso‘. All’interno dell’Unione Europea esisterà qualcosa di simile ad un obbligo di lealtà. L’articolo I-15, paragrafo 2, dice: ‚Gli Stati membri sostengono attivamente e senza riserve la politica estera e di sicurezza comune dell’Unione in uno spirito di lealtà e di solidarietà reciproca e rispettano gli atti adottati dall’Unione in questo settore. Si astengono da qualsiasi azione contraria agli interessi dell’Unione o tale da nuocere alla sua efficacia‘. Finché non vi sarà nessuna decisione del Consiglio Europeo sulla ‚politica di sicurezza‘, i singoli Stati membri della UE che, riguardo alle proprie forze armate, ‚hanno sottoscritto tra loro impegni più vincolanti‘ possono instaurare ‚una cooperazione strutturata nell’ambito dell’Unione‘, secondo quanto previsto dall’articolo I-40, paragrafo 6 (maggiori dettagli nella sezione ‚Il Consiglio dei Ministri decide da solo‘). Se questa costituzione viene approvata, gli Stati membri non avranno il potere di bloccare lo sviluppo della politica militare comune. Se questa bozza di costituzione europea diventerà realtà, la politica militare comune dell’Unione Europea avrà un ‚ se non il ‚ ruolo centrale nel processo di integrazione della UE allargata a 25 stati membri. Questo aspetto è messo particolarmente in evidenza dalle norme sulle competenze (specialmente l’articolo I-11) o sugli obblighi generali (articolo I-15) . Inoltre, la politica militare comune è uno, se non l’unico, dei nuovi elementi centrali di questa bozza di costituzione europea.

L’impegno all’armamento nella costituzione

In tema di pace o di politica militare, la bozza di costituzione comprende alcune nuove norme allarmanti. Infatti, nella costituzione vi è un palese impegno all’armamento: ‚Gli Stati membri si impegnano a migliorare progressivamente le loro capacità militari‘ (articolo I-40, paragrafo 3). Ciò significa che nella futura costituzione è scolpito l’impegno ad un aumento regolare degli armamenti! Una ‚agenzia europea per gli armamenti, la ricerca e le capacità militari‘ verrà istituita per ‚individuare le esigenze operative, promuovere misure per rispondere a queste, contribuire a individuare e, se del caso, mettere in atto qualsiasi misura utile a rafforzare la base industriale e tecnologica del settore della difesa, partecipare alla definizione di una politica europea delle capacità e degli armamenti, e di assistere il Consiglio dei Ministri nella valutazione del miglioramento delle capacità militari‘ (articolo I-40, paragrafo 3). Riguardo al ‚miglioramento delle capacità militari‘ e alla ‚valutazione del miglioramento delle capacità militari‘, la costituzione parla esplicitamente di impegno!

Truppe europee in tutto il mondo? Le operazioni di combattimento (anche all’estero) nella costituzione!

Gli Stati membri della UE mettono a disposizione contingenti militari per la politica militare dell’Unione: ‚Gli Stati membri mettono a disposizione dell’Unione, per l’attuazione della politica di sicurezza e di difesa comune, capacità civili e militari per contribuire al conseguimento degli obiettivi definiti dal Consiglio dei Ministri. Gli Stati membri che costituiscono tra di loro forze multinazionali possono mettere anche tali forze a disposizione della politica di sicurezza e di difesa‘ (Articolo I-40, paragrafo 3). Ancora una volta è singolare che la disponibilità agli interventi militari in tutto il mondo riceva lo status di obbligo costituzionale. Le truppe europee verranno usate come ‚unità di combattimento nella gestione delle crisi, ivi comprese le missioni tese al ristabilimento della pace e le operazioni di stabilizzazione al termine dei conflitti‘ (Articolo III-210). Poi continua: ‚tutte queste missioni possono contribuire alla lotta contro il terrorismo, anche tramite il sostegno a Stati terzi per combattere il terrorismo sul loro territorio‘ (Articolo III-210). Si tratta di un mandato estremamente ampio in materia di eventuali operazioni militari da parte della UE, in quanto consente addirittura alla UE di intervenire in una guerra civile dalla parte dell’una o dell’altra fazione, e di influenzarne militarmente l’esito, il tutto nel nome della ‚lotta contro il terrorismo‘. Le eventuali restrizioni per queste operazioni militari al di fuori del territorio della UE sono ancora poco chiare.

Codifica del concetto di ‚core Europe‘

L’articolo 40, paragrafo 6, della bozza di costituzione afferma: ‚Gli Stati membri che rispondono a criteri più elevati in termini di capacità militari e che hanno sottoscritto tra loro impegni più vincolanti in materia ai fini delle missioni più impegnative instaurano una cooperazione strutturata nell’ambito dell’Unione‘. Ciò significa che i singoli Stati membri che ‚hanno sottoscritto tra loro impegni più vincolanti‘ possono creare delle strutture militari comuni permanenti. Il paragrafo 7 dell’articolo I-40 definisce più concretamente ciò che Jacques Chirac una volta ha descritto come un team avanzato, simile a quelli del Tour de France: ‚Finché il Consiglio europeo non avrà deliberato in conformità del paragrafo 2, è instaurata nell’ambito dell’Unione una cooperazione più stretta in materia di difesa reciproca‘. Ciò traduce in termini militari quello che il Ministro degli Esteri tedesco Joshka Fischer ha descritto in un discorso tenuto alla Università Humboldt di Berlino il 12 maggio 2000 (Da Confederazione a Federazione ‚ Riflessioni sulle finalità dell’integrazione europea). In quella occasione parlò di un“avanguardia‘ europea, di un ‚centro di gravità‘ all’interno della UE, ma il termine più vecchio di ‚core Europe‘ coniato da Wolfgang Schäuble e da Karl Lamers è più pertinente. Rimane aperta la questione di come questa stretta cooperazione militare nell’ambito dell’Unione possa essere rallentata o evitata dagli altri Stati membri della UE. La cosiddetta ‚cooperazione strutturata‘ in materia di politica militare è qualcosa di simile ad un club esclusivo all’interno della UE; infatti, l’articolo III-213, paragrafo 3, dice: ‚Quando il Consiglio dei Ministri adotta le decisioni europee relative all’oggetto della cooperazione strutturata, solo i membri del Consiglio dei Ministri rappresentanti gli Stati membri che partecipano alla cooperazione strutturata prendono parte alle deliberazioni e all’adozione di tali decisioni. Il ministro degli affari esteri dell’Unione assiste alle deliberazioni. Egli informa debitamente e periodicamente i rappresentati degli altri Stati membri dell’evolversi della cooperazione strutturata‘. Non è assolutamente chiaro il modo in cui gli altri Stati membri possono rallentare o fermare questa stretta cooperazione militare e, inoltre, per quegli stati europei che ufficialmente sono ancora neutrali ‚ Finlandia, Irlanda, Austria e Svezia ‚ ci sono ulteriori problemi. La costituzione europea comprende parecchie norme esplicite sulla cooperazione con la NATO, ad esempio nel paragrafo 7 dell’articolo I-40: ‚Nell’attuazione della più stretta cooperazione in materia di difesa reciproca, gli Stati membri partecipanti operano in stretta cooperazione con l’Organizzazione del trattato dell’Atlantico del Nord‘. Ciò significa che il timore che la ratifica della costituzione europea da parte di stati che non fanno parte della NATO significhi di fatto un’appartenenza ‚light‘ alla NATO non è ingiustificato.

Il Consiglio dei Ministri decide da solo ‚ nessun coinvolgimento del parlamento

La bozza di costituzione europea evidenzia spesso il fatto che il Consiglio dei Ministri è l’unico responsabile della politica militare europea. Detto in parole povere, l’articolo I-40 stabilisce che il Consiglio dei Ministri debba prendere provvedimenti in materia di operazioni militari europee. Questo concetto è ribadito in maniera efficace nel paragrafo I dell’articolo III-198: ‚Quando una situazione internazionale richiede un intervento operativo dell’Unione, il Consiglio dei Ministri adotta le decisioni europee necessarie‘. Il parlamento europeo non prenderà parte a tutto ciò, e infatti il paragrafo 8 dell’articolo 40 afferma solo che il parlamento europeo dovrà essere consultato regolarmente sui ‚principali aspetti‘, e che dovrà essere informato sullo sviluppo ‚e sulle scelte fondamentali della politica di sicurezza e di difesa comune‘. Il paragrafo 1 dell’articolo 205 tratta con maggior precisione questo aspetto. Il paragrafo 2 afferma: ‚Il Parlamento europeo può rivolgere interrogazioni o formulare raccomandazioni al Consiglio dei ministri e al Ministro degli affari esteri dell’Unione‘. Tuttavia, l’obbligo di informare il parlamento non significa che il parlamento abbia il diritto di prendere decisioni.

La strategia militare europea di Javier Solana: la UE come protagonista militare in tutto il mondo all’interno di un sistema multilaterale

Su incarico dei capi di governo della UE, Javier Solana, Alto Rappresentante per la Politica Estera e di Sicurezza Comune, ha redatto un documento sulla strategia europea in materia di questioni militari. Tutti i capi di governo della UE hanno accolto questo documento di strategia militare in linea di principio al Summit dell’Unione. ‚Questo documento propone tre obiettivi strategici per l’Unione Europea. Innanzitutto, siamo in grado di contribuire in maniera particolare alla stabilità e al buon governo nei paesi a noi immediatamente vicini. In secondo luogo, più in generale, bisogna creare un ordine internazionale che si basi su di un multilateralismo efficace. Infine, dobbiamo misurarci con nuove e vecchie minacce‘. Pertanto, l’Unione Europea si concentra principalmente sulla propria (nuova) forza militare: ‚In qualità di Unione formata da 25 membri che spende un totale di 160 miliardi di Euro nella difesa, dobbiamo, in caso di necessità, essere in grado di affrontare numerose operazioni contemporaneamente. Bisogna sviluppare una cultura strategica che incoraggi degli interventi tempestivi, rapidi e, se necessario, consistenti. [‚] Se prendiamo sul serio le nuove minacce e la creazione di forze mobili più flessibili, abbiamo bisogno di aumentare le risorse per la difesa (Da notare che non dice ‚se le nuove minacce sono serie‘, ma ‚se prendiamo sul serio le nuove minacce“!) [‚] In un mondo di minacce globali, di mercati globali e di media globali, la nostra sicurezza e la nostra prosperità dipendono dall’efficacia del sistema multilaterale‘. Solana conclude: ‚Ci troviamo in un mondo in cui esistono nuovi pericoli ma anche nuove opportunità. Se è in grado di diventare un protagonista pienamente efficace, l’Unione Europea ha il potenziale di contribuire in modo fondamentale sia nell’affrontare le minacce, sia nell’aiutare a concretizzare le opportunità. Un’Unione Europea attiva e capace avrebbe un impatto globale e, così facendo, contribuirebbe all’efficacia del sistema multilaterale, che porterebbe ad un mondo più giusto e più sicuro‘. Si tratta di un richiamo a combattere contro ‚l’ordine mondiale unilaterale‘ in cui gli USA sono l’unica potenza mondiale, così come incoraggiato dal governo americano e da quello inglese. L’Unione Europea sta per diventare qualcosa di simile alla seconda potenza mondiale in un sistema mondiale ‚multilaterale’!

Anche la UE vuole combattere nelle ‚guerre preventive‘

Il documento di Solana codifica anche il concetto di guerra preventiva: ‚In un’era di globalizzazione, le minacce lontane possono rappresentare una preoccupazione così come quelle che sono più a portata di mano. L’attività nucleare in Corea del Nord, i pericoli nucleari nell’Asia meridionale, e la proliferazione in Medio Oriente sono tutte preoccupazioni per l’Europa‘. E inoltre: ‚Il concetto tradizionale di autodifesa ‚ fino alla Guerra fredda compresa ‚ si basava sulla minaccia di invasione, ma con le nuove minacce la prima linea di difesa si trova spesso all’estero. Le nuove minacce sono dinamiche e, se abbandonate, diventeranno sempre più pericolose. […] Ciò comporta che dobbiamo essere pronti ad agire prima che si verifichi la crisi‘. Questo documento trasferisce all’Europa l’elemento centrale della Strategia di Sicurezza Nazionale degli USA, detta anche la ‚dottrina Bush‘, e lo codifica per l’Unione Europea. La campagna di bombardamento della guerra contro l’Iraq ha rappresentato un test per questo concetto di guerra preventiva (cfr. Financial Times Deutschland, 19 marzo 2003). Fino ad ora, sembra che le forze armate e i governi occidentali considerino il concetto di guerra preventiva una ricetta per il successo. La formulazione del concetto di guerra preventiva nel documento di Solana mostra che non c’è differenza tra gli USA e la UE in termini di qualità ‚ c’è invece differenza in termini di quantità ‚ per quel che riguarda la politica militare a lungo raggio. Molti, tra cui i governi della ‚vecchia Europa‘, amano criticare i governi americani e i loro metodi, ma proprio questi governi europei ‚ compresa la coalizione fra socialdemocratici e verdi in Germania ‚ sono molto inclini ad adottare tali metodi, come il concetto di guerra preventiva. E lo fanno, ad esempio, con la nuova strategia militare europea.

La lotta per il bene nel mondo ‚ oppure, dov’è il problema, a Sud o ad Occidente?

Il documento di Solana menziona tre minacce principali identificate dai governi europei: ‚Fondendo questi diversi elementi ‚ il terrorismo votato alla massima violenza, la disponibilità di armi di distruzione di massa e il fallimento dei sistemi statali ‚ potremmo davvero trovarci davanti ad una minaccia molto radicale‘. Solamente un’azione congiunta potrebbe essere efficace contro queste minacce. Lo scopo della politica europea è esposto in maniera molto chiara e palese, anche se bisogna rileggerlo molte volte per convincersi che sia veramente scritto all’interno della strategia militare europea: ‚[…] agendo insieme, l’Unione Europea e gli Stati Uniti possono costituire una forza incredibile per il bene nel mondo‘. Insieme per ‚il bene nel mondo‘, contro tutto il ‚male’? E‘ ovvio per chi questo ‚bene‘ sarà veramente un bene. Si tratta di raggiungere più potere, influenza ed espansione economica possibili per gli Stati occidentali, i quali concordano sulle questioni fondamentali, con differenze nei dettagli (Iraq): più armamenti e lo sviluppo di forze armate in grado di combattere nelle guerre. Le guerre del futuro verranno combattute con coalizioni in perenne cambiamento, e non tutti vi prenderanno parte tutte le volte. Ma le guerre ci saranno, contro i paesi e i popoli del sud del mondo. L’analisi soggiacente alla bozza di costituzione europea e al documento di Solana identifica il problema nel Sud, negli ‚stati falliti‘. La bozza di costituzione europea codifica esplicitamente la politica economica neo-liberale che porta all’impoverimento mondiale. Ovviamente, il problema non è nel Sud ma nell’Occidente. La politica degli stati occidentali deve essere modificata radicalmente. L’attuale politica neoliberale e neo-imperialista degli stati europei ‚ due facce della stessa medaglia ‚ non dovrebbe essere codificata come facente parte della futura costituzione dell’Unione Europea.

Proposta per una campagna contro la costituzione europea e contro la militarizzazione dell’Unione Europea

Per questi motivi la Informationsstelle Militarisierung propone di iniziare una campagna contro la costituzione europea, che rappresenta il risultato di una politica sbagliata da parte dei governi dell’Unione Europea. Riguardo alle forze armate, la bozza di costituzione europea è spaventosa e deve pertanto essere contrastata. La campagna contro la costituzione europea può essere intrapresa da gruppi del movimento pacifista e contro la guerra, dal movimento anti-globalizzazione, da gruppi che si battono contro i tagli al welfare e da quelli che operano con i rifugiati. Questa campagna può essere portata avanti in cooperazione, al di là delle frontiere, fra gruppi di diversi paesi europei. Questa bozza di costituzione europea non è una costituzione per la gente. Questa bozza di costituzione europea non è la nostra costituzione!

Fonti

La bozza di costituzione europea: http://european-convention.eu.int

Commissione Europea: Parere della Commissione, a norma dell’Articolo 48 del Trattato sull’Unione europea, in merito alla convocazione di una conferenza dei rappresentanti dei governi degli stati membri per la revisione dei trattati, 17/09/03 http://ue.eu.int/igc/docs/st12654.it03.pdf

Javier Solana, Alto Rappresentante per la Politica Estera e di Sicurezza Comune: A Secure Europe in a Better World (Un’Europa sicura in un mondo migliore): http://ue.eu.int/pressdata/EN/reports/76255.pdf

Joshka Fischer: From Confederacy to Federation – Thoughts on the finality of European integration (Da Confederazione a Federazione ‚ Riflessioni sulle finalità dell’integrazione europea), 12 maggio 2000 http://www.auswaertiges-amt.de/www/en/ausgabe_archiv?archiv_id=1027

Informationsstelle Militarisierung e.V. Hechingerstrasse 20372072 Tübingen Germany Tel +49-7071-49154 Fax +49-7071-49159 email imi@imi-online.de http://www.imi-online.de

War Resisters‘ International 5 Caledonian Road London N1 9 DXBritain Tel +44-20-7278 4040 Fax +44-20-7278 0444 email info@wri-irg.org http://wri-irg.org

Tradotto da Cecilia Di Vita ‚ Traduttori per la Pace

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